Il digiuno intermittente o intermittent fasting è un regime alimentare che ha riscosso molta attenzione negli ultimi anni, soprattutto per i presunti benefici derivanti dalla sua pratica

digiuno intermittente

Digiuno Intermittente : cos’è?
Volendolo descrivere molto  semplicemente , il digiuno intermittente significa non mangiare per un periodo di tempo determinato ogni giorno, di solito della durata di almeno 14 ore . Le guide a riguardo sono abbondantissime, sia in libreria che in rete, ma pochissimi autori  si concentrano sulla praticabilità di questo sistema e si concentrano invece sui vantaggi presunti del digiuno intermittente, che vanno da precisi miglioramenti di alcuni parametri fisiologici (comuni perlopiù a qualsiasi tipo di restrizione calorica) ad altri parametri sui quali è più che legittimo avanzare dei dubbi, soprattutto perché si basano su deduzioni ottenute da osservazioni derivanti da esperimenti in vitro o su pochi esemplari, quando questi riguardano il modello animale, e su sparuti campioni di volontari invitati a compilare tabelle di autovalutazione. 

 

Digiuno Intermittente | I primi risultati a lungo termine

ad alimentare il successo del digiuno intermittente, finora, sono stati i risultati presunti dovuti alla sua pratica a lungo termine. Il primo trial clinico randomizzato a lungo termine, recentemente pubblicato su JAMA Internal Medicine  ci fornisce finalmente una certezza inoppugnabile : il digiuno intermittente fornisce gli stessi risultati rispetto a qualsiasi altro regime basato sulla riduzione calorica. Ma ci sono alcune differenze sostanziali.

Lo studio ha seguito i soggetti in osservazione, divisi in tre gruppi, attraverso due fasi: una di restringimento calorico e una di mantenimento.
Il  gruppo di controllo aveva dieta libera
Il secondo gruppo è stato sottoposto ad una riduzione calorica del 25% rispetto alle proprie abitudini
il terzo gruppo, quello del digiuno intermittente, si alternata tra fasi di restrizione calorica del 25% e fasi di aumento calorico fino al 125%

Alla termine del periodo di osservazione, entrambi i gruppi hanno perso la stessa percentuale di peso (solo del 5-6 per cento, che è di 5-6 chili per una persona di 90 kg) ed i soggetti appartenenti ad entrambi i gruppi, riportavano valori simili per parametri come la  pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, il colesterolo, la resistenza all’insulina, la glicemia a digiuno e altro ancora.

La più grande differenza tra i gruppi? Il tasso di abbandono. Il gruppo di digiuno ha perso 13 persone su 34 (38 per cento), e cinque di essi hanno addotto come motivazione per l’abbandono  il fatto di detestare questo metodo. Il gruppo sulla dieta costante ha visto l’abbandono di solo il 29 per cento dei membri, e nessuno di loro ha citato la dieta come la ragione dell’uscita dal progetto. Il gruppo di controllo ha perso il 26% delle persone. Ricordate che queste persone dovevano rimanere in contatto con i ricercatori per un anno e i numeri di abbandono comprendono persone che semplicemente sono uscite per i motivi più svariati. Le medie sopra, compresi i dati sulla perdita di peso, includono le persone che sono uscite. Quindi, significa che la perdita di peso potrebbe aver funzionato un po’ meglio per i soggetti che hanno trovato sostenibile il metodo del digiuno intermittente.

Digiuno Intermittente : cosa dimostrano questi dati?

 

Quindi questo studio dimostra che il digiuno intermittente non è niente di speciale? Sì e no. I soggetti in osservazione erano donne obese “metabolicamente sane”, mentre i sostenitori del digiuno intermittente  spesso affermano che essi sia in grado di risolvere problematiche metaboliche (affermazione che andrebbe espressa con le dovute cautele, ma è un parere assolutamente personale). La ripartizione dei nutrienti sottoposti ai soggetti in ossevazione era abbastanza standard: 55 per cento carboidrati ( quindi piuttosto alti), 30 per cento di grassi, 15 per cento di proteine. Molti praticanti del digiuno intermittente combinano il regime con una riduzione dei carboidrati, basandosi su proteine, grassi e fibre per ricavare la maggior parte delle loro calorie quotidiane.

In conclusione, lo studio dissipa in parte l’aura di panacea che certi studi, statisticamente poco rilevanti, ma molto sfruttati da parte di chi ha trovato in questo nuovo metodo una solida fonte di guadagno, avevano gettato su questo protocollo.
Lo studio non afferma che il digiuno intermittente sia peggiore o migliore di altri, in termine di riduzione della massa grassa nel lungo periodo, ma solo che vale esattamente quanto qualsiasi altro regime di restrizione calorica, senza i benefici aggiuntivi dal punto di vista metabolico tanto pubblicizzati. Se appartenete alla schiera di coloro che riescono a sostenere questo tipo di approccio, non esiste alcun motivo per abbandonarlo. Se invece questo tipo di protocollo non si adatta al vostro stile di vita, ricordate che non esiste alcuna dieta magica, nessun superfood e nessun ingrediente esotico che vi garantirà risultati migliori di un approccio consapevole ad uno stile di vita sano, che coinvolga ogni aspetto della vostra esistenza.

 

 

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