Ciao a tutti, ieri ho corso la terza mezza maratona di questo 2016, ma non vi sto scrivendo per vantarmi dei miei risultati sportivi (anche perché non ci sarebbe nulla di cui vantarsi) bensì per parlarvi di un oggetto che da qualche mese vediamo addosso a chiunque faccia running o ciclismo, e del quale sappiamo ancora poco o niente: i calf Booster , anche noti come compression calf sleeve o semplicemente Booster.
E no, non sto parlando dello scooter tanto in voga negli anni 90′, ma di quei buffi gambaletti colorati che vanno dalla caviglia al ginocchio, e che sempre più gente utilizza, anche in contesti bizzarri; ma come al solito andiamo con ordine.

calf booster

 

Calf booster | cosa sono

 

 

I calf booster sono fondamentalmente dei gambaletti realizzati in materiale molto elastico che servono a comprimere la zona che va dalla caviglia alla cima del polpaccio, possono essere di vari materiali e portare con se varie tecnologie, e possono anche arrivare coprire l’intero piede, passando da gambaletti a calzettoni.

 

 

 

Calf booster | quante tipologie ne esistono?

 

calf 3

qui ogni azienda dice la sua (giustamente), esistono calf booster da usare solo quando ci si allena (o in gara), booster da recupero e calf  booster che si possono utilizzare per entrambe le fasi; esistono inoltre dei booster più “borghesi” da indossare tutti i giorni al lavoro o durante le normali attività quotidiane.

 

 

Calf booster | come funzionano?

i calf  booster, grazie alla compressione esercitata dal materiale e dalla forma del gambaletto, promettono di creare una maggiore pressione sui vasi del polpaccio, facilitando la risalita e quindi l’ossigenazione tissutale da parte del  sangue oltre che lo smaltimento dei prodotti dell’allenamento (non chiamatele tossine, altrimenti il mio vecchio professore di anatomia arriverà e scaricherà òa sua ira su di voi); contenendo il muscolo inoltre, promettono di minimizzare l’effetto traumatico dei ripetuti impatti a terra, prevenendo contratture ed infortuni vari.

 

 

Calf booster | sono tutti uguali ?

no, ogni azienda cerca di differenziarsi dai suoi competitor offrendo qualcosa di unico e diverso: si va da quelli realizzati in materiali teoricamente indistruttibili, a quelli dotati di scanalature che hanno il compito di drenare il sudore usandolo come raffreddamento, passando per quelli con diverse pressioni nelle varie sezioni per rendere la corsa più performante. Poi ovviamente ci sono le varie lunghezze, dalla calza intera al gambaletto.

 

 

Quanto costano i calf booster?

dipende, i calf booster tecnologicamente più avanzati o anche semplicemente più famosi si trovano intorno ai 55 euro, i più economici si portano via anche a 15/18 euro; ma il mio consiglio, se volete avvicinarvi a questo tipo di supporto, è quello di spenderci 25/30 euro e vedere come va, alle brutte avrete buttato una cifra tutto sommato contenuta.

Se desiderate un prodotto di alta fascia, considerate quelli Under Armour 

 

Calf booster | funzionano?

se siete arrivati a leggere fino a qui, probabilmente vi ho incuriosito, ma come tutte le novità vi state chiedendo se vale davvero la pena di spendere questi soldi. Innanzitutto va detto che ogni azienda che li produce millanta studi che ne affermano l’efficacia, studi che effettivamente esistono, ma quando si parla di studi bisogna anche dire che un terzo di tutti quelli presenti su PubMed sono stati smentiti da altri studi, quindi dovremmo prendere tutto con le molle.
Fortunatamente in questo caso ci vengono  in aiuto la fisica e la fisiologia: innanzitutto la capacità di prevenire gli infortuni è totalmente infondata, ed è un po’ come dire che comprando un determinato paio di scarpe si ridurranno le cadute, per quanto riguarda il miglioramento dell’ossigenazione tramite un migliorato ritorno venoso è vero, ma anche qui ci manca un parametro quantitativo di riferimento, visto che gli studi presenti sono piuttosto contrastanti.

 

calf booster running

La mia esperienza:

che statisticamente vale zero, questo va detto. Comunque, coerentemente con quanto scritto prima, ho optato per un prodotto di fascia media, pagato 30 euro ( li trovate cliccando qui) , di un colore che sta male su tutto, per non farmi mancare niente!
Ieri mattina la gara partiva alle 9:00, e io li ho calzati una mezz’ora prima, la sensazione è stata subito strana, la compressione si sente, ma non è fastidiosa, anche se dire comfort è un parolone; la cosa strana è successa dopo la partenza: i primi 400 metri sono passati senza particolari sensazioni, ma subito dopo ho iniziato a sentire una fastidiosa sensazione di “durezza” ai polpacci, come se fossero duri e pesantissimi, ho iniziato a faticare come mai prima d’ora e ho seriamente vagliato la possibilità di fermarmi e toglierli.
Ma un test va fatto fino in fondo, quindi mi sono armato di pazienza e ho continuato a correre, anche se a ritmo un po’ blando rispetto alla mia cadenza usuale, ho cercato di capire le sensazioni del mio corpo fino al decimo km, poi, conscio del fatto che non ci stavo raccapezzando niente,ho accelerato e ho iniziato a battere sul mio reale ritmo gara, e qui è arrivata la sorpresa; man mano che il ritmo saliva sentivo che i polpacci si alleggerivano, e più aumentavo la cadenza più avevo la sensazione di poter andare più forte, trovato il ritmo sono riuscito a mantenerlo fino alla fine, staccando il miglior crono al ventesimo km (ma io tendo sempre a rendere meglio a fine gara).
Dopo il traguardo li ho tenuti per un’oretta (i miei sono quelli utilizzabili per entrambe le fasi, allenamento e recupero), e devo dire che il recupero è andato molto bene, a ventiquattro ore di distanza posso dire di non aver mai recuperato così velocemente da una mezza maratona, ma se sia stato merito dei calf booster, dell’alimentazione o della mia preparazione alla gara, non so dirvelo; quello che vi posso dire è che questi buffi gambaletti si sono meritati una seconda chance, li proverò di nuovo e cercherò di capire dove finisce la scienza e dove inizia la suggestione.

Nel frattempo se avete domande chiedete pure nei commenti

Autore : Roberto Flenghi , Dottore in Scienze Motorie, V- Trainer e preparatore individuale
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